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TISSA : La citta' scomparsa nella valle dell' Alcantara

 

a)- l'ubicazione della città di Tissa.

 

Gli storici e i geografi  della Sicilia antica indicano nelle vicinanze di Randazzo la città di TISSA, di cui ci  parla Cicerone nella sua orazione contro Verre dal titolo " De re frumentaria"; dove testualmente dice: "A Tissensibus, parav et tenuti civitate, et aratoribus laboriosissimis frugalissimisque hominibus, nonne plu lucri nomine eripitur, quam quantum frumenti amnino exaraverant?".Cicerone in questa orazione non indica l'esatta ubicazione della città di Tissa, ma ci riferisce di un piccola città dedita all'agricoltura.Anche il Plumari indica l'ubicazione di Tissa lungo le balze dell'Alcantara tra Randazzo e Moio Alcantara, nelle contrade di Mischi , Teodoro e S. Anastasia, a 6 chilometri ad est di Randazzo.Ancora altri geografi e storici del passato, come Tolomeo, il Nigro e Giovanni Alfonso Borreli hanno dato per certo che Tissa era ubicata " Ad radices Aetnae montis, apud Asinem sive Cantaram".

Su tale ubicazione di Tissa si esprime anche  il Sig. Vincenzo Raciti Romeo di Randazzo nella sua "Randazzo: origine e monumenti". Egli sostiene che il nome della contrada Myschi presso la necropoli S. Anastasia derivi da Mictus, signore di Reggio e di Zancla, l'attuale Messina e fondatore della città di Tissa.Il Casagrandi sull'ubicazione di Tissa scrive: " Sembra che Tissa sorgesse più ad est, pressappoco di contro a Moio, alla destra dell'Alcantara, nella contrada S  Anastasia. In questa località fu trovata molta suppellettile antica, che può ammirarsi nella collezione del Cav. Paolo Vagliasindi a Randazzo".

 

b) Sull'ubicazione di Tissa, secondo la nostra opinione:

 

L'ubicazione che il Casagrande fa di Tissa, tra l'altro alquanto dubitativa, come pure di altri studiosi randazzesi, di fronte a Moio Alcantara e sulla destra del fiume Alcantara viene collegata, ai ritrovamenti archeologici di contrada S. Anastasia, in territorio di Randazzo,  in realtà se lui e gli altri studiosi si fossero ricordati dei ritrovamenti archeologici che il Principe di Malvagna Alessandro Migliaccio aveva scoperto nel territorio di Malvagna, in contrada Cuba, raccogliendo  una copiosa collezione che alla sua morte nel 1862, andò venduta e dispersa, certamente avrebbero incluso tra le possibili ubicazioni di Tissa anche il territorio  di Malvagna, sulla sponda sinistra del fiume Alcantara, proprio di fronte Moio Alcantara, nella contrada" Cuba ".

Noi questa ipotesi  non vogliamo scartarla, anzi sommessamente, vorremmo crederci e quasi per non scontrarci, apertamente, con coloro che hanno sempre sostenuto l'ubicazione di Tissa sulla riva destra del fiume, potremmo ipotizzare che la città di Tissa si estendeva anche sulla sponda sinistra  del fiume, appunto inglobando anche il territorio di Moio Alcantara e Malvagna.

A farci convincere di questa ipotesi è anche un autorevole opinione del Cluverio, un insigne studioso, vero fondatore della geografia antica che agli inizi  del 1600 scrisse la Sicilia antiqua e l'Italia antiqua, dopo aver attraversato a piedi la penisola italiana e il litorale della Sicilia

Secondo il Cluverio la cittadina di Tissa va collocata nella pianura di Moio Alcantara o nelle vicinanze.

La pianura di Moio Alcantara, facciamo notare che si estende sulla riva sinistra del fiume Alcantara e non sulla riva destra, quindi più vicina alla necropoli di Malvagna, pertanto sarebbe fondata la tesi che la città di Tissa fosse  ubicata anche nel territorio di Malvagna, in contrada Cuba.

L'opinione del Cluverio è molto importante e attendibile, da prendere in seria considerazione, tenuto conto dei tempi in cui scrisse, le sue opere sono di profonda erudizione, con forza di critica ed esattezza nelle determinazioni delle città e dei luoghi storici della Sicilia nell'antichità.Il Cluverio, nato a Danzica nel 1580 e morto nel 1622, seppe giovarsi dei testi degli scrittori antichi, che interpretò con profondo intuito critico.Infine, ci sembra più verosimile che in origine la città di Tissa sorgesse sulla riva sinistra nella vicina collina del territorio di Malvagna in quanto più difesa da eventuali colate laviche dell'Etna, che non sulla riva destra nella contrada S. Anastasia dove si sarebbe trovata sulla linea eruttiva del vulcano, con il rischio di venire sepolta dalla lava. Solo successivamente, ci sembra da supporre che la cittadina si sia estesa anche sulla riva destra, quando si è ridotta la frequenza delle continue eruzioni e quindi diminuito il rischio.Ci sono, ancora, da fare altre considerazioni.I ritrovamenti archeologici di S. Anastasia, hanno avuto più fortuna di quelli di contrada Cuba del territorio di Malvagna, in quanto mentre i primi sono tutt'oggi ben conservati, grazie alle spese profuse del Cav. Vagliasindi, purtroppo quelli di Malvagna non solo sono andati dispersi i reperti archeologici del Principe Alessandro Migliaccio, nel 1862, ma anche quelli degli anni 40, quando il vecchio proprietario di contrada Cuba, durante i lavori di scavo, per piantare un vigneto, scoprì diversi reperti archeologici, che vennero venduti agli incettatori di antiquariato, mentre altri, come un ripostiglio di bronzo del 900 a.C. e un elmo di bronzo del IV secolo a.C. li possiamo ancora  ammirare presso il Museo Archeologico di Giardini Naxos.Gli studiosi randazzesi  come il Plumari, l'abate Paolo Vagliasindi, Don Virzì, Il Dott. Salvatore Agati che hanno sempre indicato Tissa , in contrada S. Anastasia, territorio di Randazzo, basandosi  sui reperti visibili a Randazzo presso il museo Vagliasindi , facilmente furono orientati alla collocazione di Tissa nella necropoli di S. Anastasia, dimenticandosi  della necropoli di Malvagna.Sull'ipotesi di Tissa nel territorio di Malvagia  interviene. lo studioso Gaudiano G.B: che nel suo volume  (" Dei Lancia di Brolo - Palermo 1897)", parlando del fertile territorio di Malvagna, coltivato dai vassalli all' epoca del Principe Giovanni Lanza, nel 1626 e che produceva olio e vino in gran quantità, aggiunge:" quello stesso territorio ove, secondo il Cluverio, sorgeva l'antica Tissa, opinione avvalorata da ruderi di antichi edifici e da vasi fittili, urne foderate da lamine di piombo, lucerne, ampolle, monete ed altri antichi cimeli che nei vari anni si sono rinvenuti e di cui il Principe Alessandro  Migliaccio ne aveva una copiosa collezione".Quindi, come si può notare ciò che ha inciso e accomuna l'esatta collocazione di Tissa,  sono state le necropoli, in quanto ne Cicerone, ne altri antichi scrittori greci e latini ce l'anno detto di preciso, limitandosi a indicare l'alta valle dell'Alcantara, vicino il fiume.Poiché sia le necropoli di S. Anastasia che quelle di Malvagna sono ad uguale distanza dal fiume Alcantara, possiamo concludere che il mistero dell'ubicazione di Tissa  possa essere risolto, accettando l'ipotesi che Tissa fosse adagiata sulle sponde (destra e sinistra) del fiume ed avesse un'estensione compresa tra l'area che intercorre tra la necropoli di S. Anastasia e quella di Malvagna, attraversata dal fiume Alcantara.

c )- La fondazione della città di Tissa.

La prima tesi: Tissa città greca, fondata dagli esuli greci di Naxos nel 403 a.C.

Molti storici segnano la nascita di Tissa, nel 403 subito dopo la distruzione di Naxos da parte di Dionisio, tiranno di Siracusa. I fuggitivi risalendo il fiume verso l'alta valle dell'Alcantara si stabilirono tra Moio Alcantara e Randazzo, vicino la necropoli di S. Anastasia.Il Nigro nella sua Siciliae Descriptio, fa risalire tale data al 478 a.C. la fondazione della città di Tissa,, prospera ai tempi di Cicerone.

Secondo la nostra opinione: Tissa fu una città sicula, fondata dai Siculi nel 1284 a C.

 

Non riteniamo di poter accettare la tesi "Tissa città greca fondata nel 403 a. C., in quanto, secondo un passo di Tucidide (VI, 88,5), apprendiamo che nel 415-414 a.C. l'Ateniese Nicia dal campo di Naxos distaccava truppe di soldati per costringere le tribù sicule ad  appoggiare gli Ateniesi per scacciare i presidi siracusani. Gli abitanti di Tissa furono quelli che offrirono la loro alleanza a Nicia.

Questo ci fa dedurre che la città di Tissa oltre ad essere una città sicula, di già esisteva nel 417 a.C., quindi prima della diaspora degli abitanti di Nasso e che nel 403 non avrebbero fondato la città di Tissa, in quanto già esistente, semmai  l'avrebbero maggiormente popolata, tenendo presente che tra i siculi e i greci c'erano stati sempre buoni rapporti, e sicuramente nel corso degli anni  sarebbe sorti legami  di parentela tra gli abitanti di Tissa e quelli di Nasso.Ci sembra poco credibile che degli abitanti in fuga pensassero subito di fondare un nuova città nell'alta valle dell'Alcantara; è come se oggi  la  popolazione in fuga dal Kossovo volessero fondare una nuova città in Sicilia, o in Puglia dove  sono rifugiati.

A sostenere, inoltre, la nostra tesi c'è una testimonianza di Diodoro (XIV, 87; XVI,7) da cui si apprende che gli esuli fuggitivi di Nasso (quelli scampati alla cattura ), formarono un gruppo che rimase unito sino al 394 a.C. quando dopo un vano tentativo dei Reggiani di organizzarli in corporazione a Milae (Milazzo), furono dispersi in varie zone della Sicilia, ed in seguito richiamati a Taormina, dopo 56 anni da Andromaco, padre dello storico Timeo nel 338 a.C., trasformando la città di Tauro in una "novella Nasso" (Plinio III,8-14 ).In una pagina di storia così importante, certamente allo storico Diodoro non sarebbe sfuggito un'eventuale fondazione di una città nell'alta valle dell'Alcantara, ma ci fornisce, invece, notizie sicure sulla definitiva stabilizzazione degli esuli di Nasso (cioè il ritorno in un territorio (Taormina) vicinissimo alla loro vecchia città distrutta).A dare un contributo, ancora, alla nostra tesi segnaliamo quanto scrisse nel 1905, dall'Avv. Carmelo Grassi, insigne giurista  e studioso di Motta Camastra: " L'unico nome noto alla storia che può assegnarsi ad un'abitazione sicula del nord-ovest dell'isola è quello di Tissa...

I Siculi giunti in Sicilia (nel 1284). fondarono alcune città come Centuripe, Agira, Enna e altri di cui parla il Caruso nelle Memorie Storiche (Palermo 1742). Di molte città sicule non resta che il nome, ricordato dagli antichissimi storici, come Erbesso, Erbita, Inesso e Tissa.Della storia e dell'estensione del territorio di quest'ultima città, nata prima della fondazione di Nasso, avremmo saputo molto di più se il volume "Storia di Sicilia scritta da Antioco, figlio di Senofane, il più antico dei nostri storici, non fosse andato perduto.Anche il Dott. Salvatore Agati di Randazzo,  si pose la domanda nella sua "Randazzo medievale" della presenza di un'eventuale cittadina sicula nell'Alta Valle dell'Alcantara, quando testualmente scrive:" Viene da chiedersi come il luogo non fosse stato utilizzato per cotruirvi una cittadina all epoca della civiltà siceliota. Tuttavia, il Dott. Agati  esclude tale ipotesi in quanto, ci ricorda, che le popolazioni primitive non prendevano in considerazione la possibilità di popolare luoghi delimitati da fiumi, per ragioni di difesa, e che, inoltre, le credenze religiose sconsigliavano di seppellire o costruire necropoli in luoghi adiacenti ai corsi d'acqua.Al riguardo , pur rispettando, le indicazioni dell'insigne studioso, tuttavia dobbiamo far notare che i Siculi  raggiunsero un grado di civiltà uguale a quello dei greci dell'VIII secolo e che, pertanto,  è probabile che molte usanze e credenze fossero in seguito cambiate, a contatto  con la civiltà greca  di Naxos, avvenuta  appunto nell'VIII secolo (735 a.C.), sin dai primi mesi della fondazione della città, e non nel V secolo,(anno 403 d.C.), al momento della sua distruzione.Secondo la nostra opinione, da queste considerazioni, non ci sembra dover escludere che Tissa, pur essendo città sicula, possa essersi sviluppata lungo le sponde le fiume Alcantara, nella piana di Moio, come dice il Cluverio o nelle vicinanze.A dare maggior forza, ancora, alla nostra opinione che Tissa fosse stata fondata dai siculi e non da greci riportiamo, testualmente, quanto scrisse nel 1909 l'insigne studioso della Valle dell'Alcantara Felice De Roberto nella sua "Randazzo e la valle dell'Alcantara", riferendosi all'arrivo dei primi greci a Naxos nella VIII secolo: " La potenza di Nasso si estese ben presto, oltre che lungo le coste bagnate dal Jonio, anche verso il superiore corso del fiume, a spese dei Sicoli di Tissa.Una conferma, quindi, che Tissa, cittadina dell'alta valle dell'Alcantara, già esisteva  prima dell'arrivo dei coloni greci nel 735 a.C. e che la stessa era stata fondata dai siculi.

d)- L'estensione della città di Tissa:

Tissa dovette essere una piccola città; infatti, la stessa così è ricordata da qualche autore antico:

- un borgo (Tolomeo; Stefano Bizantino), autore greci;

- una città di piccola importanza in confronto di tante altre città antiche della Sicilia (parva et tenuis civitatis) da Cicerone (Verr., III, 38);

- parvo nomine Tisse da Silio Italico, (Poema seconda guerra punica, capo XIV, 267 )..

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