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"Malvagna ieri e oggi" il confronto fotografico di Antonino Portaro  (Art. di Rodolfo Amodeo)

 

Un'interessante e gradevole pubblicazione con cui il poliedrico studioso e scrittore mette a raffronto il passato ed il presente del piccolo centro attraverso centinaia di immagini di luoghi, personaggi ed eventi "da non dimenticare"

     Ennesimo "atto d'amore" del poliedrico intellettuale Antonino Portaro verso la "sua" Malvagna, il paesino della Valle dell'Alcantara che gli ha dato i natali sessantacinque anni fa, ma del quale continua a conservare e divulgare la memoria storica malgrado risieda a Roma per lavoro (Portaro è funzionario dirigente del Ministero dell'Economia e Finanze, ndr).

E' delle scorse settimane l'uscita della gradevole pubblicazione "Malvagna ieri e oggi - Immagini a confronto",

un corposo volume fotografico, edito per i tipi della "Ursini" di Catanzaro, nelle cui oltre duecento pagine Nino Portaro ha fatto confluire ben centonovantacinque scatti ritraenti angoli, panorami, monumenti e tradizioni popolari del Comune malvagnese realizzati dai primi anni del secolo scorso sino ad oggi e che l'autore ha tratto sia dal suo archivio personale e sia dal materiale messogli a disposizione dai concittadini più anziani e dagli eredi di questi ultimi.

Ne è scaturito un vero e proprio "album fotografico dei ricordi", all'insegna di un sapiente "mix" di bianco e nero e colore, che non può non appassionare tutti gli abitanti del piccolo centro i quali, sfogliando quelle pagine, vengono "magicamente" catapultati in un suggestivo "viaggio" a ritroso nel tempo da cui riaffiorano luoghi e volti che è giusto, se non doveroso, non dimenticare.

"I processi di cambiamento - spiega Nino Portaro a commento di quest'ultima sua fatica editoriale - sono, purtroppo, ineluttabili: tutto ciò che vive cambia, ed il cambiamento può avvenire in maniera graduale e quasi impercettibile, oppure in modo traumatico. Sta di fatto che la trasformazione di una comunità comporta inevitabilmente la sottrazione alla memoria di immagini legate alle proprie dirette esperienze di vita. Orbene: questa mia pubblicazione, all'insegna di "confronti fotografici", non vuol promuovere "requisitorie" né inutili condanne, ma andando oltre la fisiologica tendenza alla curiosità popolare ed alla nostalgia del passato, intende dare un contributo al riconoscimento degli errori che dovevano essere evitati allo scopo di non reiterarli e, ove possibile, "salvare il salvabile"".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed, in effetti, scorrendo le foto e le relative sintetiche didascalie di "Malvagna ieri e oggi" trapela l'amarezza per la perdita di beni monumentali di un certo pregio e dal notevole significato storico-religioso nonché sociale, quali il Castello dei Lanza (distrutto per far posto all'attuale municipio), il campanile annesso a quest'ultimo ed alla contigua Chiesa di Sant'Anna (demolito nel 1990) e le caratteristiche antiche abitazioni rurali, sostituite da amorfe case in cemento, sicuramente più funzionali ed al passo coi tempi, ma spesso anche antiestetiche essendosi innestate in un contesto paesistico che avrebbe meritato interventi costruttivi meno invasivi, con un impiego più sapiente dei colori delle facciate e limiti alle sopraelevazioni indiscriminate.

Ma, fortunatamente, proprio questa pubblicazione di Portaro consente ai malvagnesi e, più in generale, a tutti gli studiosi e semplici cultori di storia della Valle dell'Alcantara di conservare l'immagine di quella "Malvagna che non c'è più" e che oggi, se adeguatamente preservata (facendo, ad esempio, rimanere "incontaminati" alcuni suoi quartieri, così come si è saggiamente fatto in tantissime località del Nord e del Centro Italia), avrebbe potuto costituire una meta turistica, dando concreta realizzazione ai "sogni" dei tanti amministratori ed imprenditori dell'entroterra alcantariano che (come si evince dai continui "proclami" di questi ultimi nei convegni e sui giornali…) aspirano a "rubare" ospiti e visitatori alle "blasonate" Taormina e Giardini Naxos.

Non tutti i mutamenti, comunque, vengono per… nuocere: Portaro si compiace, ad esempio, di quelli che hanno riguardato la Chiesa di Sant'Anna, il cui arredo interno nonché i simulacri del Crocifisso, della titolare dell'edificio sacro e della Madonna del Carmine sono assurti a nuovo splendore, grazie alle innovazioni ed ai restauri voluti, in particolare, dall'attuale giovane parroco Don Daniele Torrisi.

Ma, al di là degli spunti di riflessione che l'autore vuole stimolare, "Malvagna ieri e oggi" assolve anche ad una più "effimera" funzione "ricreativa", ossia la possibilità per il fruitore (nella fattispecie il malvagnese "doc") di abbandonarsi ai nostalgici "amarcord" del passato, ritrovando in quelle pagine luoghi e personaggi della propria infanzia: un'intera sezione del volume è, addirittura, dedicata alle classiche foto ricordo delle scolaresche locali in posa con i loro "mitici" insegnanti; e poi i momenti più "esaltanti" della vita paesana, come la posa della prima pietra della Casa Comunale (1927), le originarie edizioni della "colossale" Sacra Rappresentazione vivente della Passione di Cristo, le varie processioni della Patrona Sant'Anna e le visite che eminenti politici nazionali del Dopoguerra (Stagno D'Alcontres, Eros Cuzari, Carmelo Santalco, Corrado Terranova, Modesto Sardo, ecc.) effettuarono nel piccolo centro in occasione di cerimonie inaugurali ed eventi vari.

Nell'ultima sezione del volume Nino Portaro ha raccolto anche immagini e notizie relative al limitrofo Comune di Mojo Alcantara, "in quanto - tiene a precisare l'autore - i due paesi sono strettamente legati da fattori affettivi ed economici derivanti dalla loro storia comune, visto che durante il periodo fascista costituivano un'unica municipalità denominata "Lanza"".

E' auspicabile che ogni cultore di storia patria segua l'esempio di Antonino Portaro producendo per il proprio Comune un'opera simile a "Malvagna ieri e oggi" onde non smarrire l'identità dei luoghi e delle rispettive comunità.

Lo storico e scrittore malvagnese ha, altresì, avuto il grande merito di elaborare un prodotto editoriale che, grazie al poco scritto ed all'abbondanza di immagini, riesce a divulgare la storia di un territorio anche presso chi (vuoi per mancanza di tempo, vuoi per formazione ed indole personale) è poco avvezzo alla lettura.

Il prezioso documento è stato ufficialmente presentato alcune sere addietro a Malvagna nella Chiesa di S. Anna in un'apposita conferenza, moderata da Cettina Portaro, cui, oltre all'Autore, sono intervenuti il sindaco Rita Mungiovino, il parroco Daniele Torrisi, la giornalista Enza Conti ed il prof. Angelo Manitta, fondatore e presidente dell'Accademia Internazionale "Il Convivio".

 

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