CUBA BIZANTINA

DI MALVAGNA

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NOTIZIE STORICHE

La Valle dell'Alcantara nella storia

Nella valle dell'Alcantara la presenza di megaliti e grotte, fanno supporre frequentazioni riconducibili al Neolitico. Il territorio fu sicuramente abitato durante l'età del bronzo, come testimoniano alcuni ritrovamenti archeologici, in particolare ripostigli di bronzo nella necropoli adiacente alla "Cuba" bizantina di Malvagna.

Quando nel 731 a.c. i calcidesi ( greci ioni) fondarono la prima colonia  greca in Sicilia a Naxos, la parte superiore e quella mediana della Valle erano occupate dai siculi della " vetusta" Tissa.

Il percorso che via terra collegava le colonie doriche, sulla costa sud e sul Tirreno e quello della costa ionica conduceva verso l'interno siculo, trovavano uno dei punti nodali proprio in corrispondenza di questa zona, che, dunque, rivestiva un ruolo chiave.

Iniziati gli scontri tra ioni e dori in Madrepatria, anche le colonie entrarono in conflitto.Per queste  premesse è lecito supporre che la popolazione valligiana fosse divisa in due fazioni: quella della bassa valle che, per vicinanze dei territori naxioti, era in buoni rapporti con gli ioni; quella della media e alta valle che intratteneva scambi e commerci anche con i dori.

Gli scontri tra calcidesi e siracusani si risolsero a favore dei primi per l'aiuto dei siculi della fazione filoionica.

In seguito i  siracusani ebbero la meglio e donarono i territori conquistata alla sicula Tissa.

La Valle rimane ellenizzata sino alla conquista dell'isola da parte dei romani.La Sicilia fu conquistata dai romani nel 241 a.C.. Della loro presenza nellal  Valle rimangono poche testimonianza tangibili. Ed è nota la ritirata di Lucio Cornifico, generale di Pompeo ( 36 a.C.) che, combattendo a Naxos contro le truppe di Ottaviano, fu costretto alla fuga lungo la Valle.

I bizantini, seguendo una precisa logica di presidio del territorio, costruirono nella Valle diversi edifici di culto: le cosiddette " Cube".

Tra il 717 e l'863 la Sicilia fu conquistata dagli arabi.

Nonostante questo evento venga narrato come sanguinoso e cruento, in realtà si registra un fiorente sviluppo economico.Alcuni termini di uso comune per opere di idraulica agraria e lo stesso nome del fiume" Al Qantarah" sono di origine araba.La sconfitta degli Arabi ad opera del Conte Ruggero D'Altavilla, segna l'inizio della dominazione normanna.

Va ricordata la marcia del Conte, diretto a Troina, dopo l'espugnazione di Taormina ( 1080), lungo il fondovalle dell'Alcantara, durante la quale concesse all'abate Crhemete ( monaco brasiliano) il noto " privilegium", in virtù del quale fu fondata l'abbazia di S. Salvatore della Placa, con ampi poteri giurisdizionali sulla valle.

 

Antonino Portaro

IL dominio bizantino ( 535 d.C.)

Le armate dell'impero d'Oriente nel 535, sbarcano in Sicilia e la conquista rapidamente.

Dalla metà del 500, per oltre un secolo, l'isola fruisce di una relativa tranquillità che rallenta ma che non arresta il suo processo di decadimento.

Dislocata nell'area di influenza bizantina, si orientalizza nella lingua e nei costumi. Il potere è nelle mani dei burocrati imperiali che deprimono le prerogative municipali e vessano l'isola con esoso fiscalismo.

La proprietà terriera, pur nel tradizionale assetto del latifondo, passa in gran parte nelle mani dell'imperatore e in quelle della Chiesa che , in questo periodo, si organizza saldamente in nell'isola.

Essa è spesso in accordo ma talvolta in contrasto con l'autorità imperiale e polarizza le numerose masse di fedeli che rifiutano, nel solco della tradizionale concretezza della religione pagana, l'astrattismo della ortodossia orientale.Dagli inizi del secolo VIII quasi ininterrottamente i Musulmani dell'Africa depredano con rapide incursioni la Sicilia e finalmente nell'827 ne intraprendono la sistematica conquista.

Dal tardo impero, per tutta l'età bizantina, si attua un lento disgregamento delle maggiori comunità urbane che si spopolano e deperiscono. La vita associata si degrada spesso al livello dei villaggi trogloditici che , arroccati in luoghi inaccessibili, garantiscono una relativa sicurezza.

Lo splendore dell'arte bizantina, in specie nel VI secolo, non tocca sostanzialmente la Sicilia dove, alle esigenze di culto, si riattano i vecchi templi pagani ( "Athenaion Siracusa, "Concordia" di Agrigento, ecc.) e si scavano e si costruiscono santuari le cui modeste proporzioni e l'umile ornamento di affreschi popolari riflettono l'esiguità e la povertà delle Comunità che servono.

Le piccole chiese di costruzioni fino a noi sopraggiunte attestano l'incertezza e l'empirismo di una cultura architettonica periferica.La fondamentale tendenza è verso l'edificio a pianta centrale, tipico di un filone orientalizzante dell'architettura tardo-romana.Tale tendenza è documentata ampiamente dalle "cellae trichore" volgarmente dette "Cube", dalle chiese circolari, da quelle a croce inscritta in un quadrato, e da quelle centralizzanti di pianta complessa.

Nella Valle dell'Alcantara un prezioso esempio di cella trichora è quella di Malvagna

Anche le chiese basilicali presentano spesso notevoli anomalie e complessità che le differenziano da quelle tipiche dell'architettura paleocristiana romana.

 

Antonino Portaro