CUBA BIZANTINA

DI MALVAGNA

MALVAGNA

A.R.C.A.

Storicamente Malvagna è una colonizzazione feudale seicentesca, fondata nel 1626 da Giovanni Lanza; prima della sua fondazione Malvagna era un latifondo, sito nel territorio di Randazzo confinante con il feudo di Mojo, territorio di Castiglione di Sicilia, feudo di Pittari, feudo del SS Salvatore di Placa.

Tuttavia, la notevole abbondanza di reperti archeologici di oggetti vari nelle campagne di Malvagna, per quanto distrutti e sepolti dalle moderne culture agricole, e di frammenti ceramici pertinenti a diverse età, indica che il territorio di Malvagna fu abitato sin dall’età preistorica, tarda età del bronzo ( 900 a. C) e., quindi, rioccupato in età ellenistica e poi romana e bizantina, epoca in cui pare abbia avuto il maggior sviluppo.

Il 18 settembre 1565,il latifondo di Malvagna fu donato da Giacomo Garagozzo di Randazzo al figlio Giacomo.

Questi si fece sacerdote col consenso ed intervento di una suo fratello, lo vendette a Silvia Abate, moglie del Barone di Mojo,Pietro Lancia. Solima, nel 1604.

La madre lasciò  Malvagna a Giovanni  Lanza suo figlio secondogenito che cominciò a costruire le prime case nel 1626 su buona posizione panoramica, rivolta a mezzogiorno sovrastante la vallata dell’Onobolo, l’antico Akèsines, l’Alcantara dei Saraceni e sottostante al bosco di Pittari e accanto Acquafredda.

La fondazione dei borghi era allora favorita dal sistema feudale, in quanto molti nobili per avere titolo e vassallaggio nelle loro terre deserte, congregavano gente allettata da franchigie, sussidi e lavoro, e con questo espediente terre incolte e solitarie vennero bonificate e popolate mediante  i capitali e la protezione dei feudatari, favoriti dall’autorità di Governo.

Così anche Giovani Lanza cominciò a radunare uomini e famiglie delle contrade vicine, in particolare da Mojo, dove la malaria specialmente d’estate li scacciava e così, nel 1626, parte dei suoi abitanti per fuggirla, salirono la costa della collina vicina e contribuirono molto alla fondazione di Malvagna.

Per meglio attirarli praticò molte agevolazioni e favori; sicchè, per la felice ubicazione scelta, e per l’aria temperata e salubre, affluirono in gran numero i nuovi vassalli con i quali il benemerito Signore firmò accordi, affinché non l’arbitrio ma una legge ne regolasse i mutui rapporti.

Il fertile territorio, coltivato dai vassalli,, produceva olio e vino in gran quantità; quello stesso territorio, ove, secondo il Cluverio, sorgeva l’antica Tissa, opinione avvalorata da ruderi di antichi edifici e di vasi fittili, urne foderate da lamine di piombo, lucerne, ampolle, monete ed altri antichi cimeli che nei vari anni si sono rinvenuti; il Principe Alessandro Migliaccio ne aveva una copiosa collezione che ala sua morte, nel 1862, andò venduta e dispersa.

Malvagna fu innalzata a Principato da Re Filippo IV e Giovanni Lanza Abate ebbe concesso il titolo di Principe di Malvagna, con privilegio 22 agosto 1627, esecutoriato a Palermo il 15 novembre dello stesso anno.

Così il Principe Giovanni Lanza ebbe il 28° posto tra i Principi in Parlamento e mero e misto impero; nel linguaggio legale di quei tempi “ mero imperio” era la potestà di punire con la morte i rei., e “misto imperio” la potestà di infliggere lievi castighi, per la difesa e il manti mento della propria giurisdizione,. In forza del potere ottenuto  dalla Corona, anche il Principe di Malvagna creava, annualmente, i magistrati deponendo e punendo quelli che non seguivano le due sì direttive o che causavano le lamentale del popolo.

Sempre nell’anno 1627 Giovanni Lanza, fu eletto Principe dell’Ordine della Stella, e a capo dei cavalieri ricevette il Duca d’Albuquerque venuto da Roma a insediarsi Vicerè e lo assistete nella cappella reale il 4 ottobre 1627; carica ancora ricoperta nel 1630 e 1636.

Il Principe Giovanni Lanza sposò nel 1618, con ricca dote, Francesca Cibo, figlia della Contessa Cibo e pronipote del Cardinale Cibo, Arcivescovo di Messina,nata nel 1603 e morta a soli quindici anni, senza figli, e poco dopo le nozze. Il vedovo le eresse un magnifico sarcofago tutto di bronzo dorato che, per anni, stette conservato nella chiesa di S. Francesco a Messina; ora si trova nel Museo Regionale di Messina.. In seconde nozze Giovanni Lanza sposò Felice Cutelli.

LA STORIA

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