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Malvagna:  Nuovo dipinto ( olio su tela) di S. Anna, con presentazione di Maria al Tempio.

La chiesa di S Anna a Malvagna ospita,dal 18 aprile 2013, una nuova tela sul tema "S. Anna con la presentazione di Maria al tempio', un dipinto olio su tela.

Opera del pittore  Giuseppe Giuffrida di Mascalucia.

Committente Padre Daniele Torrisi.

Donazione per devozione  da Antonino Portaro e famiglia.

Il dipinto è stato collocato nella parete destra del presbiterio alla presenza di numerosi fedeli, del Sindaco Rita Mungiovino, e autorità cittadine di paesi vicini.Alla cerimonia, presente il Dott. Antonino Portaro che ha illustrato con la proiezione di immagini, le novità iconografiche del dipinto in relazione  a quelli riferibili ad artisti di età medievale e rinascimentale, avente lo stesso tema del dipinto di Malvagna. Il maestro Giuseppe Giuffrida, laureato  all'Accademia di belle arti di Catania, per circa dieci anni ha lavorato al Museo Diocesano di Catania e si è occupato di organizzazione di mostre, eventi, progetti, e laboratori per le scuole.

Ha realizzato opere per chiese della Sicilia e strutture pubbliche, scuole, Università, Comuni, ecc.

Profondo conoscitore  di tecniche pittoriche antiche: affreschi, dipinti su tavola e tela, doratura.

Restauro di pitture murali, sculture lignee. Si specializzato , infine, nella realizzazione del ritratto.

Tra i numerosi ritratti di personaggi illustri è il ritratto di Fra Matthew Festing  Principe e gran Maestro del Sovrano Militare ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta.La novità iconografica del nuovo dipinto nella Chiesa di S Anna a Malvagna si rileva  nella presenza del giglio nelle mani di S Anna, la posizione centrale di S. Anna e le sembianze di Papa Benedetto XVI nelle vesti del grande Sacerdote che accoglie Maria.Nella tradizione ebraica e cristiana, il giglio era sinonimo di gioventù, verginità e fertilità , in cui  gli artisti l'hanno sempre dipinto nelle mani dell'Angelo Gabriele, nell'episodio dell'Annunciazione.Con l'avvento del Cristianesimo il fiore bianco che sbocciava nulla tarda primavera e fioriva in estate, diventò conosciuto come " giglio della Madonna",  giglio di San Luigi; o giglio di Sant'Antonio da Padova", sinonimo di castità, purezza e virtù, come testimoniano le scritture della letteratura e l'iconografia religiosa.La festa della presentazione a chiamata " EISODOS"  Ingresso della Madre di Dio al Tempio" proviene dalla cultura bizantina  dove era molto popolare,considerata una tra le maggiori feste della Vergine. La data della festa, il 21 novembre corrisponde al giorno della dedicazione della basilica di Santa Maria Nuova a Gerusalemme, fatta costruire dal vescovo Elia e finanziata dall'Imperatore Giustiniano, nel 546 d.C. Tale ricorrenza si sviluppò a Costantinopoli nei secoli VII- VIII fino alla definitiva adozione da parte di Papa Sisto V, nel 1585.

La Chiesa cattolica ricorda l'evento come MEMORIA, mentre quella Ortodossa inserisce questa festività tra le dodici festivitàL'Iconografia deriva dai Vangeli  apocrifi, in particolare dal Protovangelo di Giacomo del III secolo d.C. e dal Vangelo dello pseudo Matteo ( VII-VIII sec), ma si diffuse soprattutto nel medioevo attraverso la Legenda aurea di Jacopo da Varagine ( XIII  sec).La MEMORIA liturgica della presentazione trova la radice e il fondamento nella tradizione ebraica e nel fatto che come tutti gli ebrei osservanti, anche Gioacchino e Anna  al tempio Maria bambina per offrirla al Signore, facendo dono di due tortore o di due colombe.La festa vuole ricordare anche tutto il periodo che va dalla nascita fino al fidanzamento con Giuseppe e l'Annunciazione.Nel celebrarla la Chiesa  intende illuminare il silenzio che grava nel primo periodo della vita di Maria e presentarlo come tempo della preparazione alla sua vocazione di Madre di Dio.Nel tempio ella visse, secondo la tradizione, dai 3 ai 14 anni, tuttavia nell'arte vengono rappresentati solo i momenti dell'entrata al tempio,cioè la presentazione, e dell'uscita definitiva dopo il matrimonio con Giuseppe.Nell'iconografia gli artisti raffigurano la Vergine quasi sempre come una giovinetta e non come una bambina di tre anni. Maria è presentata sempre ai piedi della scalinata o mentre sale su  una scala composta generalmente di undici gradini, corrispondenti al numero dei salmi graduali ( dal salmo 120 al 134),che erano cantati dal popolo d'Israele, quando saliva in pellegrinaggio al tempio di Gerusalemme.Nonostante la tenera età, i testi la descrivono molto decisa nell'avanzare senza l'aiuto dei genitori e senza voltarsi verso di loro, dimostrando con la propria volontà di offrirsi al Signore.

Nell'arte bizantina si osserva l'inserimento di un gruppo di giovani  vergini in processione dietro a Maria che portano delle fiaccole accese: questo particolare probabilmente è una reminiscenza degli antichi riti nuziali, riferita dal protovangelo di Giacomo.

Davanti all'ingresso del tempio, Zaccaria, padre di Giovanni Battista, vestito con gli abiti sacerdotali attende il corteo, sta in piedi sul primo gradino di una scala. Maria si avvicina a Zaccaria senza timore né esitazione, alza le sue mani verso di lui in segno di offerta di sé, chiedendo di essere condotta all'interno del tempio.Nell'iconografia occidentale il tema della presentazione al tempio è  trattato da moltissimi autori dal medioevo al Rinascimento. L'episodio è generalmente compreso nei cicli pittorici dedicati a Maria. Tra i vari artisti ricordiamo:

a)Giotto: nella Cappella degli Scrovegni di Padova ( anno 1303- 1306).

b) Domenico Ghirlandaio: nella Cappella Tornabuoni di S Maria Novella a Firenze anno 1485- 1490).

c)Paolo Uccello: nella Cappella dell'Assunta nel Duomo di Prato, anno 1535-1436,

c)Tiziano : alla Galleria dell'Accademia a Venezia anno 1534-1538.

d)Carpaccio Vittorio, alla Pinacoteca Brera di Milano anno 1505

e)Cima da Conegliano oggi a Dresda anno 1496.

f) Tintoretto nella chiesa della Madonna dell'Orto a Venezia, anno 1550-1553.